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Area Cardiovascolare

Trattamento dell'aneurisma aortico

Gli aneurismi sono dilatazioni di un'arteria causate dall’indebolimento della parete arteriosa e dalla conseguente perdita delle proprietà elastiche. Possono svilupparsi in qualsiasi arteria del corpo; i più comuni insorgono però nell'aorta, la principale arteria che dal cuore irrora tutti gli organi.

Gli aneurismi aortici possono a loro volta interessare:

  • l'aorta toracica;
  • l'aorta addominale;
  • l'aorta toracica e addominale contemporaneamente (aneurisma toracoaddominale).

 

L’aneurisma può essere trattato mediante tecnica chirurgica aperta (open) tradizionale oppure con tecnica mini-invasiva endovascolare (EndoVascular Aneurysm Repair – EVAR).

L’intervento chirurgico tradizionale consiste nella sostituzione del tratto dilatato ed indebolito di aorta e di arterie iliache con una protesi in materiale plastico: poliestere (Dacron) o politetrafluoroetilene (PTFE); la tecnica endovascolare mini-invasiva consiste invece nell'esclusione dell'aneurisma attraverso l'inserimento di una protesi all’interno dell’aorta passando per l’arteria femorale (all’inguine).

Presso il Reparto di Chirurgia Vascolare di Fondazione Poliambulanza vengono eseguiti ogni anno oltre 100 trattamenti per aneurisma aortico, il 70% dei quali mediante tecnica mini-invasiva endovascolare.

Normalmente i due approcci sono alternativi. L'Aortic Team di Fondazione Poliambulanza, che prevede la collaborazione di cardiochirurghi e chirurghi vascolari, utilizza però una tecnica IBRIDA (chirurgica ed endovascolare) per cui:

  • viene introdotta nell'aorta un'endoprotesi in corrispondenza dell'aneurisma;
  • vengono create dal cardiochirurgo delle derivazioni dei vasi partendo dall'aorta immediatamente sopra al cuore, in modo da ridurre quanto possibile i rischi operatori e l'invasività di questo tipo di intervento.

 

I dati Agenas 2015, relativi ai trattamenti per aneurisma dell’aorta addominale, collocano quella di Poliambulanza tra le prime 10 chirurgie vascolari italiane che abbiano casistiche superiori ai 100 casi con rischio aggiustato di mortalità tendente allo zero (mentre la media nazionale si aggira intorno a 2%).