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Coronaropatia cronica: Occlusione cronica

Unità di Emodinamica

Si definisce occlusione cronica (CTO) l’ostruzione totale del flusso sanguigno coronarico occorso almeno da due mesi. Si differenzia dall’occlusione acuta (infarto miocardico) per la lenta progressione del suo presentarsi e quindi dalla sfumata sintomatologia, spesso evidente durante sforzo e solo nei casi più avanzati a riposo. La coronaria cronicamente occlusa instaura circoli sanguigni accessori (collaterali) che entro certi limiti sono in grado di supplire alla richieste del muscolo cardiaco, ma che il più delle volte non bastano divenendo insufficienti prima da sforzo e poi a riposo. Storicamente questo tipo di coronaropatia non veniva trattata, limitandosi alla terapia medica ottimale; successivamente è stata dimostrato scientificamente che riaprire questo tipo di lesioni produceva un miglioramento della prognosi dei pazienti e un’aspettativa di vita più lunga. Si sono quindi sviluppati materiali e tecniche adeguate a questo fine oltre che alla preparazione specifica del personale addetto.

Sintomatologia e diagnosi sono da ricondurre a quelli più generali della coronaropatia. 

I fattori di rischio  sono da ricondurre a quelli più generali della coronaropatia. 

Le complicanze della coronaropatia cronica sono L’infarto miocardico acuto, la disfunzione ventricolare sinistra, le aritmie maggiori, lo scompenso cardiaco, la morte improvvisa…

I fattori di prevenzione sono da ricondurre a quelli più generali di coronaropatia.