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Sostituzione della valvola aortica

 

La sostituzione della valvola aortica è un intervento di cardiochirurgia che consiste nella sostituzione di una valvola non più funzionante con una protesi. Si rende necessaria quando la valvola aortica, che si trova tra il ventricolo sinistro e l’Aorta, non controlla il passaggio del sangue a causa di patologie come:

  • Insufficienza Aortica 
  • Stenosi Aortica 
  • Dissezione acuta dell’aorta 
  • Aneurisma dell’aorta 

 

Tipi di protesi
La protesi impiegata per la sostituzione della valvola aortica danneggiata può essere di tipo meccanico o biologico. Fondazione Poliambulanza possiede la competenza per poter utilizzare tutti i tipi di protesi disponibili attualmente in commercio.
Le protesi valvolari meccaniche sono protesi valvolari costituite da materiali a bassa trombogenicità (carbonio) con una durata teoricamente illimitata, ma che necessitano di una terapia anticoagulante da effettuare per tutta la vita.


Le protesi valvolari biologiche sono protesi assemblate utilizzando dei tessuti biologici di animale (pericardio bovino) o interamente costituite dalla valvola dell’animale stesso. Non necessitano di terapia anticoagulante, ma possono andare incontro nel tempo ad una lenta degenerazione che ne comprometta il funzionamento rendendone necessaria la sostituzione.

 

Tipi di Intervento
L’intervento di sostituzione della valvola aortica può avvenire in diverse modalità, a seconda della patologia e delle caratteristiche cliniche del paziente.

Sostituzione della valvola aortica in sternotomia mediana verticale
Si tratta della tecnica tradizionale di sostituzione della valvola aortica e prevede l’apertura verticale del torace. Il chirurgo procede poi ad effettuare un’apertura dell’aorta, a rimuovere la valvola danneggiata, ad inserire la protesi (meccanica o biologica) e a richiudere l’aorta. Durante la durata dell’intervento il paziente deve essere connesso alla macchina cuore-polmone per poter permettere la circolazione extracorporea. 

 

Sostituzione della valvola aortica in ministernotomia con protesi senza suture (sutureless)
Si tratta di protesi biologiche che non necessitano di punti di sutura per il loro posizionamento: sono infatti caratterizzate da un disegno e un materiale tale da permettere loro di autoespandersi aderendo perfettamente all’anello valvolare natio. Vengono utilizzate nei pazienti con prevalente stenosi valvolare aortica.


La sostituzione valvolare sutureless consente:

  1. Di facilitare le tecniche di chirurgia mini-invasiva (ministernotomia).
  2. Di ridurre i tempi di recupero post operatorio dei pazienti di tutte le età.

Fondazione Poliambulanza è stata tra le prime strutture in Italia ad impiantare bioprotesi senza suture e ad oggi è tra i centri leader in Italia in questa tecnica. 

 

Sostituzione della valvola aortica con protesi transcatetere TAVI (transcatheter Aortic Valve Implantation)
Questa modalità di intervento è limitata a quei pazienti che presentano stenosi aortica severa sintomatica con alto rischio o controindicazione all’intervento chirurgico tradizionale. Prevede l’impianto di protesi valvolari biologiche attraverso l’utilizzo di un catetere di piccolo calibro che può essere inserito o attraverso l’apice del cuore (TAVI transfemorale) o attraverso un vaso arterioso periferico.
L’utilizzo di queste protesi è limitato a quei pazienti che presentano stenosi aortica severa sintomatica con alto rischio o controindicazione all’intervento chirurgico di sostituzione. Non potendo accedere al cuore attraverso l’apertura del torace lo si fa attraverso l’arteria femorale (TAVI transfemorale) o tramite un taglio laterale del torace attraverso l’apice cardiaco (TAVI transapicale).
 

      

TAVI transfemorale
A paziente sedato ma sveglio viene inserita, tramite un’arteria femorale, una protesi performata in sostituzione della valvola aortica danneggiata. Ciò consente di avere:

  • una minor invasività dell’intervento;
  • una più rapida riabilitazione.

TAVI transapicale
Si tratta di un approccio impiegato in caso di malattie ostruttive delle arterie periferiche. Dopo aver sottoposto il paziente ad anestesia totale il cardiochirurgo effettua una piccola incisione sulla parte sinistra del torace (minitoracotomia) in modo da poter accedere con più facilità la punta del ventricolo sinistro. Tramite l’apice cardiaco vengono poi inseriti i cateteri e le guide necessarie ad ottenere la valvuloplastica prima e l’innesto della protesi poi.
Con lo stesso approccio transapicale, vengono trattate dai cardiochirurghi anche le protesi biologiche degenerate, sia aortiche che mitraliche, che dopo circa 10-15 anni dal primo impianto devono essere sostituite.

La TAVI può infine essere effettuata senza l’utilizzo del mezzo di contrasto, soluzione utile ai pazienti con insufficienza renale grave e ad alto rischio di dialisi. La valvola impiantata in questi casi è “di seconda generazione”, ovvero può essere ricatturata durante l’operazione prima del suo rilascio definitivo.

 

 

Patologie che possono essere trattate con questa tecnica