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Neoplasia vescicale (Tumore della vescica)

La neoplasia della vescica è la più frequente del tratto genito-urinario. Nell’area Associazione Italiana Registro Tumori (AIRT) sono stati diagnosticati ogni anno in media 70,7 casi di tumore della vescica ogni 100.000 uomini e 16,3 ogni 100000 donne.

Rappresenta il 3,6% del totale di decessi oncologici (4,9% uomini e 1,8% donne).

Al momento della diagnosi il 70% dei tumori vescicali non infiltra la muscolatura mentre il 30% si manifesta come malattia infiltrante.

La macroematuria è il principale e spesso unico segno osservato nei pazienti con neoplasia della vescica.

Nei casi di malattia infiltrante non è infrequente riscontrare sintomi irritativi minzionali (pollachiuria, urgenza minzionale, tenesmo).

La diagnosi iniziale di tumore della vescica avviene con l’esecuzione di ecografia apparato urinario e di citologie urinarie su 3 campioni.

Importante nella stadiazione della malattia l’esecuzione di Uro – Tc addome / Rx Urografia per lo studio dell’alto apparato urianario e degli ureteri.

Stadiazione locale:

  • Resezione endoscopica vescicale (TURV): ha intento stadiativo, diagnostico e terapeutico. È una manovra che determina l’asportazione della parte esofitica del tumore, della sua base di impianto e dei margini circonstanti la stessa. Viene eseguita in anestesia (spinale e/o generale).

La neoplasia vescicale non infiltrante la muscolare (pTaG1 –G2 – G3; pT1 G2- G3; CIS) può essere trattata con chemioterapici endovescicali quali Mitomicina – Epirubicina – BCG (Bacillo Calmette-Guerin) instillati ambulatorialmente (tutti i venerdi) secondo schemi settimanali/mensili in 3 cicli (aggressione / mantenimento/ consolidamento). Al termine di ogni ciclo viene eseguita una uretrocistoscopia di controllo in regime di ricovero MAC.

La neoplasia vescicale infiltrante la muscolare (pT2) necessita di un trattamento chirurgico demolitivo (cistectomia radicale con derivazione urinaria).

La cistectomia radicale è il trattamento standard del tumore vescicale infiltrante o del tumore superficiale recidivo ad alto rischio di progressione. L’intervento di cistectomia radicale standard comporta un’incisione della parete addominale che si estende dalla regione sotto ombelicale sino al pube. L’intervento nell’uomo comprende l’asportazione di vescica, prostata, vescicole seminali, dotti deferenti e linfonodi otturatori ed iliaci. Nella donna si asportano invece vescica, utero, annessi, parete anteriore della vagina e linfonodi loco regionali

Presso la nostra U.O. eseguiamo interventi chirurgici per la patologia vescicale quali:

  • Cistectomia radicale con accesso open e derivazione uretero-ileo-cutaneostomia sec Briker / Wallace I –II: L’ureteroileocutaneostomia (sec. Bricker) è una tecnica utilizzata nei casi in cui la neovescica sia sconsigliata. Per questo tipo di derivazione si utilizza un segmento di 10-15 cm di intestino (ileo) a cui vengono abboccati gli ureteri. Il pezzo di ileo viene anastomizzato alla cute a livello del quadrante inferiore destro dell’addome. L’urina viene raccolta in un sacchetto in corrispondenza della stomia cutanea
  • Cistectomia radicale con accesso open e derivazione semplice uretero-cutaneostomia: Di fronte ad un significativo rischio operatorio che non permette una ricostruzione del tratto urinario, gli ureteri possono essere abboccati direttamente alla cute confezionando due ureterocutaneostomie ai quadranti inferiori dell’addome. In tal caso vi è la necessità di applicare due sacchetti raccoglitori esterni in corrispondenza di ciascuna delle due stomie.
    Una variante dell’ureterocutaneostomia prevede che uno dei due ureteri (se sufficientemente lungo) possa unirsi al contro laterale formando una stomia cutanea unica. Le stomie non sono strutture sfinteriali in grado di controllare e programmare la minzione, essendo prive di strutture muscolari idonee e del necessario controllo nervoso. Inoltre è bene ricordare che gli ureteri, in virtù delle loro ridotte dimensioni, possono andare incontro a sclerotizzazione a seguito della reazione cicatriziale che si viene a formare con la cute a cui sono anastomizzati. Diviene quindi indispensabile, in questo tipo di derivazione, il posizionamento negli ureteri di due piccoli “cateterini” (tutori ureterali) che facilitano il passaggio dell’urina dai reni al sacchettino di raccolta. Questi tutori ureterali vengono sostituiti periodicamente (ogni 3 – 6 mesi) anche in regime di day hospital. L’assenza di meccanismi sfinteriali antireflusso ed il posizionamento permanente dei cateterini ureterali possono essere la causa di possibili infezioni ascendenti con danno secondario del parenchima renale.
  • Cistectomia radicale con accesso open e confezionamento di neovescica ileale padovana (VIP): viene realizzata con un segmento di circa 40-60 cm di intestino ileale , adeguatamente configurato in modo da ottenere un serbatoio sferico a bassa pressione e quanto più possibile privo di peristalsi. La neovescica viene posizionata nello scavo pelvico. Successivamente la neovescica è ricollegata tramite una sutura all’uretra e ad essa vengono abboccati gli ureteri. Il paziente è in grado di urinare per via naturale (per uretram)

Fumo di sigaretta; agenti chimici (amine aromatiche / derivati del benzene).

Ambulatorio di stoma-terapia