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Aneurismi cerebrali

Gli aneurismi cerebrali sono dilatazioni  di una arteria cerebrale e  fanno parte delle patologie vascolari del sistema nervoso. Queste dilatazioni, a forma generalmente di sacca (aneurismi sacculari)  sono dovute ad un allentamento della parete di un'arteria a causa di un processo degenerativo che si verifica nel tempo. Gli aneurismi, proprio per l’indebolimento della parete arteriosa possono arrivare a rompersi, determinando una emorragia cerebrale diffusa (ESA: emorragia subaracnoidea). Questa patologia vascolare ha una maggiore incidenza in persone soggette a ipertensione arteriosa, diabete, aterosclerosi e per chi fuma; più raro è il caso in cui gli individui siano già portatori di malattie sistematiche del tessuto connettivo. In base alla forma si distinguono più tipi di aneurisma:

  • sacculari, è il più comune (90% dei casi)
  • fusiformi, collegati spesso all'aterosclerosi
  • dissecanti

Questa patologia può riscontrarsi in tutte l'età, anche se il rischio è maggiore tra i 30-60 anni e colpisce soprattutto il sesso femminile. Talvolta possono essere presenti più aneurismi contemporaneamente. Il rischio di rottura aumenta con l’aumentare delle dimensioni dell’aneurisma (dimensione ritenuta “cut-off” è 7 mm, al di sopra della quale si ha un rischio di rottura dell’1-2% per anno). Il rischio di emorragia aumenta dopo la prima rottura e proprio per questo è richiesto un trattamento. Se un individuo ha familiarità con questa patologia il rischio di formazione e rottura è più elevato. In generale i casi di aneurisma sono presenti nel 5% della popolazione.

Sintomi

Il 90% degli aneurismi porta ad un'emorragia subaracnoidea (ESA) e i sintomi che possono sorgere sono:

  • mal di testa improvviso “a colpo di pugnale”
  • vomito
  • perdita di coscienza
  • morte improvvisa

Diagnosi

Il restante 10% dei casi viene scoperto durante indagini cliniche svolte per motivi diversi; e in questo caso, in base alla dimensione e alle forme dell'aneurisma, il neurochirurgo deciderà se è necessario un trattamento. Per la diagnosi della patologia è necessario effettuare una TAC che rivela l’emorragia,  e l’angio-TC o l’angiografia (esame invasivo che permette di studiare i vasi interessati attraverso l'iniezione di un mezzo di contrasto iodato) che consentono di visualizzare direttamente l’aneurisma. 

Trattamento

Stabilita la diagnosi di ESA, le cure possibili sono:

  • trattamento medico, per stabilizzare il paziente in previsione delle cure successive.
  • approccio endovascolare, che consiste, attraverso l’introduzione di un piccolo catetere nell’arteria femorale, nel riempire la sacca aneurismatica di spirali metalliche fino a escluderla dalla circolazione. 
  • approccio neurochirurgico (clipping), mediante una craniotomia si isola l'aneurisma dal circolo cerebrale posizionando una sorta di molletta (clip) all’origine della sacca.

 

Nonostante un buon esito dei trattamenti effettuati  possono sorgere complicanze come idrocefalo (accumulo di liquor), il vasospasmo (che può comportare ischemie cerebrali e che si verifica sopratutto tra il settimo e il quattordicesimo giorno dopo l'emorragia) e l'epilessia (meno frequente).

 

Cure che possono essere applicate a questa patologia