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Esami e visite

Tumori cerebrali

Generalmente si presentano con sintomi legati al loro volume e quindi all’aumento della PRESSIONE INTRACRANICA (Cefalea continua, vomito, rallentamento delle attività cerebrali) e/o con sintomi legati alla loro sede e quindi alla compromissione delle funzioni di una parte del sistema nervoso (deficit di forza, deficit di sensibilità, alterazioni della funzione visiva, crisi epilettiche). 

GLIOMI  

Sono tumori che nascono dalle cellule della glia e possono assumere diverse denominazioni a secondo del tipo di cellula da cui originano (ASTROCITOMI, OLIGODENDROGLIOMI, EPENDIMOMI).

Presentano gradi diversi di malignità, ma nei casi di maggiore aggressività sono rappresentati da una comune evoluzione rappresentata dal GLIOBLASTOMA.

Si presentano con deficit neurologici legati alla sede o con un quadro di ipertensione endocranica. Generalmente l’esame che consente la diagnosi è la RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) in alcuni casi completata con una ANGOGRAFIA (studio dei vasi cerebrali che nutrono od hanno rapporti con il tumore).

Il trattamento è CHIRURGICO e richiede l’esecuzione di una CRANIOTOMIA (cioè la creazione di un tassello nella scatola cranica che in genere viene riposizionato e fissato al termine dell’intervento con delle piccole placche in titanio) e quindi l’asportazione della lesione. 

Per ottenere una maggiore precisione nella asportazione , soprattutto in lesioni piccole e/o profonde ci si avvale di un NEURONAVIGATORE (un sistema che sfruttando i dati della RMN consente, similmente a quanto fa il navigatore satellitare di una automobile, al chirurgo di conoscere in ogni istante la posizione dei ferri chirurgici all’interno del cranio ed il loro rapporto con il tumore).

 Una maggiore precisione si può ottenere avendo a disposizione esami neuro radiologici intraoperatori  (la nostra nuova sala sarà dotata di una TAC INTRAOPERATORIA che consente di valutare anche intraoperatoriamente la completezza della asportazione).

L’asportazione può essere agevolata e resa meno traumatizzante per il tessuto sano utilizzando il CUSA (o ASPIRATORE ad ULTRASUONI, strumento dotato di una sonda che emette degli ultrasuoni che frammentano il tessuto tumorale risparmiando i vasi e contemporaneamente aspira il tessuto frammentato).

In alcuni casi in cui la lesione è situata in AREE CEREBRALI ELOQUENTI (cioè dotate di una funzione particolarmente importante) può essere preferibile eseguire l’intervento con il paziente che  sveglio (AWAKE SURGERY) in modo da poter valutare in ogni istante la funzione in pericolo.

 

MENINGIOMI   

Sono tumori generalmente benigni (oltre 98%) che nascono dalla membrana che avvolge il cervello (meninge) e quindi al di fuori del cervello stesso. 

Generalmente si evidenziano quando il loro volume raggiunge un livello critico per cui la lesione comprime il cervello limitandone la funzionalità. Al giorno d’oggi non infrequentemente vengono riscontrati incidentalmente nel corso della esecuzione di una RMN o TAC eseguite per altri motivi, in tal caso la necessità o meno della asportazione dipende dalle dimensioni e quindi dalla possibilità che con il passare del tempo la lesione crei danni al cervello pur essendo originata al di fuori di esso.

Come per i GLIOMI l’asportazione richiede una CRANIOTOMIA.

L’asportazione si può avvalere degli stessi strumenti che vengono utilizzati per l’asportazione dei GLIOMI (NEURONAVIGATORE, CUSA, TAC INTRAOPERATORIA).

Rispetto alla chirurgia dei GLIOMI l’asportazione dei MENINGIOMI offre il vantaggio che trattandosi di lesioni benigne e con accrescimento molto lento non è sempre necessaria una asportazione totale in particolare quando questa metta a repentaglio la funzione di strutture nervose (nervo ottico, nervo facciale, ecc.) o vascolari (Arteria Carotide o altre arterie intracerebrali).

L’eventuale residuo (che non modifica la sua caratteristica di benignità con il tempo) può essere seguito nel tempo ed eventualmente essere rioperato qualora raggiungesse nuovamente dimensioni critiche  o trattato con RADIOCHIRURGIA.

 

NEURINOMI (o SCHWANNOMI) 

Tumori generalmente benigni che originano dalle cellule che costituiscono l’avvolgimento dei nervi cranici (cellule di Schwann) cioè dei nervi posti all’interno della scatola cranica. Generalmente si presentano con sintomi legati alla disfunzione di tali nervi (calo del visus, riduzione dell’udito, dolore trigeminale, disturbi della deglutizione, deficit del facciale con deviazione della rima orale) o più raramente con un quadro di IPERTENSIONE ENDOCRANICA quando le loro dimensioni divengono molto importanti (3-4 cm)

La sede più frequente è in rapporto con il nervo ACUSTICO ed in genere il sintomo d’esordio è il calo della funzione uditiva o la comparsa di ACUFENI.

Quando la lesione ha dimensioni molto piccole, vista la benignità biologica ed il lento accrescimento) si può scegliere di tenere il tumore monitorato o di sottoporlo a trattamento con RADIOCHIRURGIA (tecnica particolare di radioterapia che consente il trattamento estremamente preciso di lesioni piccole e profonde).

Quando si rende necessario il trattamento chirurgico anche in questo caso il Neurochirurgo esegue una CRANIOTOMIA che gli consente di raggiungere la lesione.

Anche in questo caso l’asportazione viene resa più agevole con le dotazioni tecniche utilizzate nel caso di GLIOMI e MENINGIOMI (NEURONAVIGATORE, raramente, CUSA, TAC INTRAOPERATORIA) cui si aggiunge il MONITORAGGIO INTRAOPERATORIO della FUNZIONE dei NERVI CRANICI , cioè uno strumento che consente di monitorare la funzione del nervo che viene manipolato dal Chirurgo in modo da ridurre il traumatismo legato alla manipolazione stessa.

Anche in questo caso un eventuale residuo lasciato per salvaguardare la struttura nervosa può essere monitorato nel tempo o trattato con RADIOCHIRURGIA.

 

ADENOMI IPOFISARI

Tumori generalmente benigni che nascono dalla IPOFISI, una ghiandola situata circa 5 cm dietro la radice del naso in stretto rapporto con i nervi ottici, che produce sostanze che controllano la increzione di ORMONI da parte delle diverse ghiandole del corpo. 

In genere i sintomi sono legati all’aumento delle dimensioni della ghiandola che determina una compressione dei nervi ottici con conseguente CALO del VISUS e RIDUZIONE  del CAMPO VISIVO (cioè il “restringimento dello spazio che il paziente vede guardando dritto davanti a sé)alla iperproduzione di uno o più di questi ormoni ed il quadro clinico è quindi molto variabile.

Tra i più frequenti quadri ricordiamo ACROMEGALIA (legata alla iperproduzione di ormone della crescita o GH), SINDROME AMENORREA GALATTORREA (da iperproduzione di Prolattina PRL), SINDROME di CUSHING (dovuta alla iperproduzione di ACTH ormone che aumenta la produzione di cortisone da parte del nostro organismo).

Talvolta sono presenti anche sintomi legati alla riduzione di ormoni prodotti dalla ghiandola dovuta alla compressione del tessuto sano da parte dell’ADENOMA.

Generalmente prima di procedere al trattamento il paziente viene valutato da un ENDOCRINOLOGO sia per definire la funzione della sua ghiandola e l’eventuale necessità di terapie mediche sostitutive (cioè la somministrazione di ormoni ) sia per evidenziare eventuali forme trattabili con terapia medica (PROLATTINOMA).

Il trattamento chirurgico viene nella stragrande maggioranza dei casi eseguito per via TRANSNASOSFENOIDALE (cioè passando attraverso il naso) utilizzando un ENDOSCOPIO e/o un MICROSCOPIO che consentono la visualizzazione ottimale della lesione e delle strutture circostanti.

 

METASTASI

Sono la localizzazione intracranica di cellule tumorali originate da TUMORI (noti o non noti) localizzati in altre parti del corpo (già trattati o non ancora trattati).

Essendo lesioni INTRACEREBRALI si manifestano come i GLIOMI e con segni neurologici legati alla sede (deficit di forza o sensibilità, deficit del visus, alterazioni della parola, crisi epilettiche) o con il quadro della IPERTENSIONE ENDOCRANICA.

La indicazione al trattamento chirurgico viene generalmente concordata tra ONCOLOGO (che conosce la situazione della malattia sistemica del paziente)  e NEUROCHIRURGO.

L’asportazione richiede anche in questo caso l’esecuzione di una CRANIOTOMIA e quindi la localizzazione ed asportazione della lesione. Anche in questo caso come per gli altri tumori cerebrali l’intervento può essere reso meno traumatizzante e meno rischioso con l’uso di strumenti che consentono una migliore localizzazione ed una più rapida e facile rimozione (NEURONAVIGATORE, CUSA, TAC INTRAOPERATORIA).

 

Nei casi di lesioni piccole e profonde il trattamento può prevedere l’uso della RADIOCHIRURGIA.