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Eseguito intervento d’impianto trans-catetere di bioprotesi aortica (TAVI) senza l'utilizzo di mezzo di contrasto

Eseguito intervento d’impianto trans-catetere di bioprotesi aortica (TAVI) senza l'utilizzo di mezzo di contrasto

venerdì 19 giugno 2015

Nei giorni scorsi l’equipe dell'Unità  di Emodinamica, diretta dalla dott.ssa Leonzi, in collaborazione con l'U.O. di  Cardiochirurgia di Fondazione Poliambulanza, ha eseguito un impianto trans-catetere per via retrograda trans-femorale di una Bioprotesi Aortica tipo Direct Flow senza l'utilizzo di mezzo di contrasto pre ed intraprocedurale. Tale metodica  si è resa necessaria al fine di migliorare la sicurezza della procedura in considerazione della  severità della stenosi aortica, la presenza di importanti comorbilità tra cui  una insufficienza renale di grado elevato.

Allo stato attale sono pochissimi i centri nel mondo che hanno eseguito la medesima procedura con successo. Questo è stato possibile grazie al lavoro coordinato di Emodinamica, Cardiochirurgia, Anestesia, Cardiologia e Radiologia prima, durante e dopo la procedura e grazie alle caratteristiche tecnologiche della valvola in questione.

Con l’acronimo TAVI, dall’inglese Transcatheter Aortic Valve Implantation, vengono definite le procedure di impianto di protesi biologiche cardiache in pazienti ad alto rischio di intervento cardiochirurgico tradizionale. L’accesso alla valvola da curare avviene attraverso un’arteria periferica rendendo meno invasivo l’intervento e permettendo una più rapida riabilitazione.

La valvola nativa malata non viene asportata ma "schiacciata" e dilatata per consentire di allargare l'orifizio e successivamente accogliere una bioprotesi che ne sostituisce la funzione.

Allo stato attuale, la TAVI è riservata ad una tipologia limitata di pazienti selezionati con cura, che sono ad elevato rischio operatorio e fortemente sintomatico per la stenosi aortica.