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Protesi al ginocchio: in Poliambulanza arriva la chirurgia robotica “Navio”

Protesi al ginocchio: in Poliambulanza arriva la chirurgia robotica “Navio”

giovedì 07 febbraio 2019

L’ultima novità di Poliambulanza nell’ambito delle tecnologie per la cura è “Navio”, un sistema robotizzato computerizzato che assiste il chirurgo negli interventi di protesi mono-compartimentale* al ginocchio e garantisce:

  • massima accuratezza;
  • minore invasività;
  • maggior beneficio per il paziente.

 

Di cosa si tratta?
Il sistema Navio è composto da uno strumento computer-assistito, una fresa ad alta velocità, un programma in grado di stabilire con la massima precisione il punto di inserimento della protesi e di guidare il chirurgo nella fase di pianificazione ed esecuzione dell’operazione.  

 

Cosa cambia per chirurgo e paziente?
Come ha spiegato il dott. Flavio Terragnoli, direttore del Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia di Fondazione Poliambulanza, l’intervento rimane opera del medico. Tuttavia, Navio consente di raggiungere un livello di accuratezza che nessuna mano e nessun occhio umano riuscirebbero ad avere. La scelta della protesi avveniva già tenendo conto delle caratteristiche anatomiche del paziente, il sistema robotizzato permette di personalizzare anche la procedura chirurgica (rimozione della cartilagine e della parte di osso danneggiata, tagli femorali e tibiali, inserimento delle componenti protesiche), dando il massimo beneficio al paziente: minor dolore fisico e recupero della piena funzionalità in minor tempo.
 
Come si svolge l’intervento con Navio?
L’intervento di protesi mono-compartimentale al ginocchio con Navio viene eseguito attraverso una minima incisione chirurgica. Alla gamba e alla coscia vengono applicati dei sensori per la navigazione robotica e uno strumento apposito permette la ricostruzione 3D. Il chirurgo effettua uno studio del movimento di flessione e estensione del ginocchio per misurare la tensione dei legamenti. In base alla ricostruzione 3D e allo studio cinematico, il medico è in grado di porre le componenti protesiche nella posizione ottimale con un margine di errore inferiore a 0.5 mm. Inoltre il robot interviene nell’esecuzione dei tagli femorali e tibiali attraverso due modalità: il controllo dell’esposizione - la fresa si ritrae se viene invasa una porzione di osso che non deve essere tagliata - e il controllo della velocità - la rotazione della fresa viene rallentata o disabilitata se è stata raggiunta la superficie pianificata per il taglio o se viene collocata al di fuori dei confini desiderati.
La dimissione avviene in 3-4 giorni dall’intervento. 
Tempistiche così veloci erano garantite in Fondazione Poliambulanza anche prima dell’avvento della chirurgia robotica, ma grazie a questa tecnologia i pazienti trattati hanno un recupero funzionale più completo.

In Poliambulanza si eseguono diverse centinaia di protesi di ginocchio l’anno, di cui un terzo circa è rappresentato da quelle mono-compartimentali che potranno essere trattate con la chirurgia robotica.

 

*) Con le protesi monocompartimentale del ginocchio vengono sostituite, con parti metalliche, le superfici danneggiate di cartilagine e di un compartimento (una parte) del ginocchio, una piccola quantità di osso sottostante alle estremità del femore e della tibia.