Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS)

STEP1 - Se hai problemi di russamento e credi di soffrire di apnee notturne scarica questa scheda per una prima auto-valutazione. Una volta compilata va inviata a amb.polisede@poliambulanza.it oppure consegnata di persona al box informazioni Area Ambulatori, dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 11.00. 

 

STEP2 - Se la scheda indica la necessità di un approfondimento, si procede con il monitoraggio cardio-ventilatorio del sonno, un esame eseguibile presso il domicilio del paziente.

 

STEP3 - Nel caso in cui l’esame risulti positivo per OSAS, il paziente viene inserito in un percorso valutativo clinico-strumentale. Il Clinical Manager, il medico che ha in carico il paziente affetto da OSAS, valuterà la necessità/utilità di eseguire accertamenti complementari, in relazione al quadro clinico.

 

STEP4 - Il tipo di terapia più idonea per ogni singolo paziente verrà deciso tenendo conto delle caratteristiche cliniche e dei dati strumentali ottenuti durante il percorso diagnostico, in base alle indicazioni delle linee guida nazionali e internazionali.

 

Per maggior informazioni contattare il numero 030 3514040, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 16:00.

 

Di seguito indicazioni sulla patologia OSAS e maggior dettaglio sul percorso di cura.

Apnee notturne: cosa sono e perché sono pericolose

Se hai problemi di russamento e credi di soffrire di apnee notturne scarica questa scheda per una prima auto-valutazione. Si tratta dello stesso documento di raccolta dati con il quale inizia il percorso di cura per la sindrome delle apnee ostruttive del sonno nel nostro ospedale.

 

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno è una patologia in crescita che si manifesta attraverso episodi di ostruzione completa o parziale delle vie respiratorie (rino-orofaringe) che il soggetto non riesce a percepire; determina frammentazioni del sonno a cui consegue una sonnolenza diurna inappropriata
Il grado di ostruzione delle vie aeree superiori può essere di varia entità dando luogo a diversi eventi respiratori:

  • Eventi con ostruzione completa o apnee ostruttive, caratterizzati da cessazione del flusso aereo e persistenza di movimenti respiratori toracici e/o addominali.
  • Eventi con ostruzione parziale, a loro volta distinguibili in:
    • Ipopnee, caratterizzate da marcata riduzione del flusso aereo (almeno il 50% rispetto ai valori basali) con persistenza di movimenti respiratori toracici e/o addominali, associate o meno a ipossiemia
    • Respiratory Effort Related Arousal (RERA), caratterizzati da limitazione del flusso aereo, con progressivo incremento dello sforzo respiratorio, seguito da rapido sblocco con contestuale arousal a livello elettroencefalografico.

Secondo lo standard internazionale, perché un evento respiratorio di ciascuna delle tipologie descritte possa essere considerato tale deve avere una durata non inferiore a 10 secondi e non superiore a 3 minuti. Inoltre, per accertare una diagnosi di OSAS (sindrome delle apnee ostruttive nel sonno) in un soggetto adulto devono verificarsi 5 o più episodi di apnea per ogni ora di sonno (indice di apnea) o un numero di apnee e ipopnee superiore a 10 episodi per ogni ora di sonno (indice di apnea/ipopnea).
Anche se le crisi di soffocamento che si manifestano durante la notte non sono percepite da chi le vive (tanto che i medici chiamano l’OSAS “epidemia silente”), questa patologia può avere importanti conseguenze:

  1. Interferenze con la vita di relazione. A causa della cattiva qualità del sonno caratterizzato da russamento intermittente e frequenti risvegli, i pazienti affetti da sindrome delle apnee ostruttive nel sonno devono spesso convivere con: eccessiva sonnolenza diurna, diminuzione delle performance lavorative, diminuzione della capacità di concentrazione.
  2. Problematiche di interesse neurologico. Oltre alle frequenti cefalee mattutine, ai disturbi del tono dell’umore ed ai deficit cognitivi, caratterizzati essenzialmente da deficit di memoria, è stato ormai dimostrato che la sindrome delle apnee notturne rappresenta un fattore di rischio di ictus cerebrale. Diversi studi hanno evidenziato che un elevato numero di pazienti con storia recente di ictus o attacco ischemico transitorio può presentare episodi di OSAS. 
  3. Complicanze cardiocircolatorie. Aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, talvolta alterazioni del ritmo sino all'arresto. Questo, secondo alcuni studi sperimentali, potrebbe spiegare perché molti incidenti cardiaci (edema polmonare, tachicardia, infarto) e cerebrali (ictus) si verificano durante la notte.
  4. Problemi ormonali e turbe sessuali. L’OSAS causa in particolare riduzione dell'ormone della crescita nei bambini, problemi di impotenza (erezione difficoltosa ed eiaculazione precoce), diminuzione del desiderio sessuale.
  5. Aumentato rischio di incidenti stradali. I disturbi del sonno non solo si ripercuotono negativamente sulla salute e sulla qualità della vita di chi ne soffre, ma aumentano anche i rischi sulle strade. Da recenti dati ISTAT si desume che in Italia il 22% degli incidenti stradali è provocato da eccessiva sonnolenza diurna, spesso riconducibile alla scarsa capacità di riposo durante le ore notturne; nei soggetti con OSAS il rischio di incorrere in tali incidenti aumenta fino a 7 volte. Per questo motivo l’Unione Europea ha stabilito precise norme per il conseguimento e il rinnovo della patente di guida per chi è affetto da sindrome delle apnee ostruttive del sonno.

Apnee notturne: quali sono i fattori di rischio

I fattori predisponenti per l’OSAS sono:

  • Sesso maschile. Gli uomini presentano un numero patologico di apnee nel sonno in una percentuale doppia o tripla rispetto alle donne; il rischio nelle donne aumenta dopo la menopausa e nell’ultimo trimestre di gravidanza;
  • Età avanzata. Negli anziani con più di 65 anni la definizione della sindrome è molto meno distinta ma è dimostrato che il 70% degli uomini ed il 58% delle donne in questa fascia di età presentano più di 10 apnee per ora di sonno. 
  • Obesità, soprattutto addominale. Nei soggetti obesi con BMI > 30 la prevalenza del disturbo oscilla intorno al 40%;
  • Aumento della circonferenza del collo.

Tuttavia è necessario ricondurre le cause dell’OSAS a delle alterazioni anatomiche che possono localizzarsi a livello nasale, rinofaringeo, del cavo orale e dell’oro-ipofaringe.
Spesso, sono più cause concomitanti che partecipano insieme al potenziamento del quadro ostruttivo.

PERCORSO DI CURA OSAS

STEP 1: Chi può accedere al Percorso di Diagnosi e Cura


Prima di avviare il paziente con sospetto di OSAS al percorso diagnostico è necessaria la valutazione dei seguenti segni e sintomi:

Sintomi

  • Russamento abituale (tutte le notti) e persistente (da almeno 6 mesi)
  • Pause respiratorie nel sonno riferite dal partner
  • Risvegli con sensazione di soffocamento in soggetto russatore (non necessariamente abituale)
  • Sonnolenza diurna.

 

Segni

  • BMI > 29
  • Circonferenza del collo > 43 cm nei maschi e > 41 cm nelle femmine,
  • Dismorfismi cranio-faciali e anomalie oro-faringee (tutte quelle situazioni anatomiche che determinano una riduzione del calibro delle prime vie aeree).

 

Il percorso è indicato per i pazienti che presentano:

  • Russamento abituale e persistente da solo o con altri sintomi o segni,
  • Almeno 2 degli altri sintomi, diversi dal russamento abituale e persistente,
  • La presenza di un sintomo diverso dal russamento abituale e persistente + almeno 2 segni,
  • La presenza di un sintomo diverso dal russamento abituale e persistente + almeno un segno in soggetti in cui il russamento non è accertabile (il paziente dorme solo).

I pazienti con sospetto clinico di OSAS vengono intercettati dalle varie figure specialistiche (pneumologo, otorinolaringoriatra, neurologo, internista/geriatra, cardiologo, nutrizionista, ecc.) o dal medico di medicina generale e indirizzati all’effettuazione del test iniziale di screening rappresentato dal monitoraggio cardio-ventilatorio del sonno.
Viene utilizzata una Scheda di Valutazione per verificare la condizione clinica del paziente e per evitare l’esecuzione di esami inappropriati, che porterebbero all’allungamento delle liste d’attesa e ad una spesa inutile per il paziente. Per scaricare la scheda di valutazione cliccare qui
Una volta compilata va inviata a amb.polisede@poliambulanza.it oppure consegnata di persona al box informazioni Area Ambulatori, dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 11.00. Per qualsiasi informazione è possibile contattare il CUP allo 030 3514040. 

STEP 2: La diagnosi

Il primo passo per accertare una diagnosi di OSAS è la valutazione strumentale per l’intera durata della notte, ovvero il monitoraggio cardio-ventilatorio del sonno. Si tratta di un esame, eseguibile presso il domicilio del paziente, incentrato sulla rilevazione dei seguenti parametri:

  • il flusso respiratorio;
  • il russamento;
  • il battito cardiaco;
  • i livelli di ossigeno nel sangue;
  • la posizione assunta durante il sonno;
  • i movimenti dell'addome e del torace.

Il tecnico o il personale infermieristico addestrato monta il poligrafo (o mostra al paziente come montarlo) e lo programma. La mattina successiva, il paziente è tenuto a compilare un “diario del sonno”, dove segnalare, oltre all’ora in cui è andato a dormire e l’ora di risveglio, eventi significativi occorsi durante la notte (se si è svegliato per andare al bagno, per bere o mangiare, etc.). Il personale infermieristico quindi smonta al mattino il dispositivo, scarica i dati ottenuti e nell’arco di 3-4 giorni il paziente riceverà il referto dell’esame, elaborato da un medico esperto in medicina del sonno.
A differenza della polisonnografia, il monitoraggio cardio-respiratorio non rileva l'attività neurologica del paziente; la polisonnografia è quindi consigliata, previa un’attenta valutazione neurologica, a quei pazienti che al monitoraggio cardio-ventilatorio presentino prevalentemente apnee di tipo centrale e non ostruttivo.

STEP 3: Il percorso di approfondimento clinico-strumentale 

Nel caso in cui l’esame sia positivo per OSAS, il paziente viene inserito in un percorso valutativo clinico-strumentale. Il medico che ha in carico il paziente affetto da OSAS valuterà la necessità/utilità di eseguire accertamenti complementari, in relazione al quadro clinico. Questi accertamenti possono consistere in:

  • Valutazione neurologica
  • Valutazione pneumologica 
  • Studio di imaging radiologico delle strutture ossee del massiccio facciale e le strutture molli circostanti. 
  • Valutazione otorinolaringoiatra (ORL) delle prime vie aeree
    • orinofaringolaringoscopia con test di Muller delle prime vie aeree. Serve a documentare la presenza di fattori anatomici che riducono il calibro delle vie aeree superiori, la presenza di siti di ostruzione ed il grado di collassabilità delle prime vie aeree.
    • DISE (Drug Induced Sleep Endoscopy). Si tratta di una sofisticata e collaudata procedura diagnostica eseguita con tecnica endoscopica sul paziente che “dorme” di un sonno indotto da una leggera sedazione farmacologica. È una procedura sicura e rapida (della durata di circa 15 minuti) che viene effettuata in ambiente protetto in regime di day hospital.
  • Valutazione cardiologica
  • Valutazione gnatologica
  • Valutazione nutrizionale-dietologica o valutazione chirurgo bariatrico (nel caso di obesità severa).

Questa dinamica porterà quindi al completamento dell’iter diagnostico con la programmazione ed effettuazione degli accertamenti ritenuti necessari da parte delle figure specialistiche.

 

Scopri i pacchetti del percorso OSAS

 

 

STEP 4: La terapia 

Il tipo di terapia più idonea per ogni singolo paziente verrà deciso tenendo conto delle caratteristiche cliniche e dei dati strumentali ottenuti durante il percorso diagnostico, in base alle indicazioni delle linee guida nazionali e internazionali.
L’approccio terapeutico al paziente con sindrome delle apnee ostruttive nel sonno può essere diverso in base alle caratteristiche e alla gravità della malattia, alla presenza o meno di sonnolenza diurna e alle comorbidità presenti.
Le varie possibilità terapeutiche sono:    

  • Uso nelle ore notturne di una ventilazione positiva non invasiva applicata alle vie aeree
  • Uso nelle ore notturne di apparecchi ortodontici di avanzamento mandibolare
  • Interventi chirurgici sulle prime vie aeree, di fase I o II, a seconda della gravità dell’OSAS e del peso corporeo del paziente
  • Significativa riduzione del peso corporeo ottenuto con metodiche clinico-comportamentali, farmacologiche o con tecniche chirurgiche.

Tutti i pazienti OSAS devono essere controllati in follow-up per verificare:

  1. Efficacia della terapia impostata (paziente guarito, migliorato, invariato)
  2.  Aderenza al trattamento consigliato.

Il gruppo interdisciplinare

Come Percorso diagnostico terapeutico assistenziale il Percorso di Cura Russamento di Fondazione Poliambulanza prevede l’approccio multidisciplinare al trattamento e alla cura della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno. 
I membri del gruppo di lavoro sono:

  • Dr. Carlo Lombardi – U.O. Allergologia, Immunologia e Malattie Respiratorie
  • Dr. Ugo Moz – U.O. Otorinolaringoiatria
  • Dr. Umberto Pignatelli – U.O. Otorinolaringoiatria
  • Dr. Eugenio Magni – U.O. Neurologia
  • Dr. Paolo Costa – U.O. Neurologia
  • Dr.ssa Anna Maria Perotti – U.O. Neurologia
  • Dr. Tony Sabatini – U.O. Medicina Generale
  • Dr.ssa Gloria Barbaglio – U.O. Medicina Generale
  • Dr. Claudio Cuccia – U.O. Cardiologia
  • Dr. Lorenzo Caprini – U.O. Cardiologia
  • Dr. Claudio Bnà – U.O. Radiologia
  • Dr. Sebastiano Lentini – Odontoiatra-Gnatologo
  • Simonetta Predolini – Infermiera Coordinatrice di Area
  • Monaco Cira – Referente Amministrativa CUP

La presa in carico del paziente

Nel Percorso di Cura Russamento ogni paziente viene assegnato ad un Clinical Manager e ad un Case Manager.

  • Il Clinical Manager è il medico responsabile della relazione di cura con il paziente avente il ruolo di regista della gestione del paziente. È individuato per la predisposizione, l’aggiornamento e il monitoraggio del percorso interdisciplinare.
  • Il Case Manager è la figura sanitaria non medica (solitamente un infermiere) di diretto riferimento per il paziente, la sua famiglia o altro soggetto che lo assiste (care-giver) per le necessità organizzative e gestionali. Ha il compito di:
    • raccogliere le informazioni sulla storia del paziente; 
    • organizzare e coordinare il percorso del paziente;
    • organizzare gli step del percorso e i follow-up che il Clinical Manager ha stabilito;
    • essere il referente a disposizione per dubbi, richieste e supporto al paziente;
    • essere punto di riferimento durante tutto il ciclo di cura.