Patologie

Infezione da HPV (Papilloma Virus)

L’infezione genitale da HPV è un’infezione piuttosto diffusa, trasmessa generalmente per via sessuale, causata dal papilloma virus (HPV). Nei casi meno gravi comporta lesioni benigne della cute in differenti distretti ginecologici (vagina, cervice, vulva, ano). In casi più rari, quando il sistema immunitario non riesce a debellare il virus in tempi rapidi, l’infezione può portare all’insorgenza di un tumore della cervice uterina.
L’esito dell’infezione dipende dal tipo di virus; di varianti di HPV, infatti, se ne conoscono oggi oltre 100, di cui 40 sono predisposte a proliferare nell’apparato genitale. La maggior parte di queste varianti causa lesioni benigne (i ceppi 6 e 11 in particolare causano verruche e condilomi); i ceppi 16 e 18 possono invece portare all’insorgenza di tumore. La lesione tumorale ha un’insorgenza molto lenta, circa 7-15 anni, ed è per questo che con esami di screening eseguiti regolarmente (in particolare pap test) è possibile diagnosticare precocemente la malattia.
Anche se in questa sede ci riferiamo alle infezioni da HPV in zone genitali, ricordiamo che numerose varianti del virus (ad esempio ceppi 1, 3, 26, 29, 57) sono responsabili dell’insorgenza di verruche comuni a livello cutaneo che non interessano i genitali.

Cause

L’infezione da papilloma virus (HPV) in sede genitale si trasmette quasi esclusivamente tramite rapporti sessuali di varia natura (genitale-genitale, ano-genitale, oro-genitale, manuale-genitale). A differenza di altre malattie sessualmente trasmesse, nemmeno l’uso del preservativo può garantire una totale protezione dal virus; questo perché l’HPV può proliferare anche in zone non protette dal preservativo stesso come perineo, inguine e base del pene.
È molto facile che i soggetti sessualmente attivi vengano infettati: nel corso della vita questo succede al 70-80% delle persone e al 50% accade con un ceppo oncogeno. Nella maggior parte dei casi l’infezione viene però debellata dal sistema immunitario entro 2-3 anni dal contagio. Le persone con un sistema immunitario debole sono le più colpite.

Sintomi

I sintomi dell’infezione da papilloma virus (HPV) sono vari, numerosi e dipendono dal ceppo di HPV. Nella maggior parte dei casi l’infezione si manifesta con verruche genitali che interessano la vagina, la vulva, il perineo, l’ano e possono causare prurito e più raramente dolore. Talvolta le lesioni sono leggermente più grandi e assumono la forma cosiddetta “a cresta di gallo”.
I ceppi che possono provocare tumore (16 e 18) comportano invece lesioni asintomatiche della cervice uterina (o collo dell’utero). Quando il tumore progredisce possono comparire i sintomi più tipici della malattia come perdite vaginali di sangue anomale, dolore durante i rapporti sessuali, dolore pelvico. 

Diagnosi

La diagnosi di infezione da HPV avviene sostanzialmente tramite Pap Test che, se seguito regolarmente ogni 2/3 anni, può abbassare di oltre il 70% il rischio di incorrere in un tumore della cervice uterina. 
Il pap-test è basato sull’analisi microscopica in laboratorio di cellule derivate dalla superficie della cervice uterina, delicatamente prelevate mediante l’uso di una apposita spatola nel corso della visita ginecologica. A questo si associa un prelievo mediante uno spazzolino per il tratto endocervicale, cioè quello all’interno dell’orifizio uterino. La spatola e lo spazzolino vengono poi fatti passare su un vetrino da microscopia, in modo da depositare su di esso le cellule prelevate. Il vetrino viene quindi esaminato da un medico esperto in citologia.

Il pap test può essere eseguito anche “in fase liquida”, che si basa sugli stessi principi del pap test “tradizionale”, ma prevede una metodica differente: la spatola per il prelievo è unica e composta da un delicato spazzolino in gomma che una volta prelevate le cellule dalla cervice uterina e dal canale endocervicale, viene immerso in un apposito flacone contenente del liquido specifico nel quale le cellule prelevate vengono rilasciate. Grazie a questo metodo le cellule si separano le une dalle altre e possono venir fatte depositare sul vetrino in uno strato sottile ed omogeneo. Pertanto il pap-test in fase liquida risulta generalmente meglio interpretabile dal citologo.


Negli ultimi anni al pap-test si è affiancato l’HPV-DNA test, una analisi molecolare similare al pap test che permette però di individuare i tipi di HPV più comunemente associate all’insorgenza di tumore. Rispetto al pap test si è rivelato più accurato nel rilevare le alterazioni pretumorali, peraltro con maggiore anticipo. Si consiglia quindi di eseguirlo con minor frequenza (ogni 5 anni circa).

Trattamento

Il trattamento dell’infezione da papilloma virus può innanzi tutto essere di tipo preventivo. Ad oggi esistono infatti tre vaccini che possono proteggere da alcuni ceppi di HPV.

  • Bivalente: protegge dai ceppi 16 e 18, responsabili delle forme tumorali;
  • Tetravalente: protegge dai ceppi 16 e 18, ma anche dal 6 e dall’11, responsabili della maggior parte delle verruche genitali;
  • 9-valente: protegge dai ceppi 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58.

A livello strettamente terapeutico sono disponibili terapie topiche per trattare verruche e condilomi; talvolta queste devono essere asportate chirurgicamente o con trattamenti laser.
È possibile che le lesioni precancerose della cervice uterina richiedano asportazioni parziali del collo dell’utero; in questi casi è spesso possibile mantenere la capacità riproduttiva delle pazienti.

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