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Patologie

Neoplasie della tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina che si trova, anteriormente, alla base del collo.
La patologia neoplastica che la interessa, pur rappresentando non più del 2-3% del totale dei carcinomi, è il tumore più comune del sistema endocrino. Si presenta sotto forma di nodulo anche se meno del 5% dei noduli tiroidei risulta essere maligno.

Sintomi

Il sintomo più frequente di un tumore alla tiroide è la comparsa di un nodulo avvertibile al tatto nell’area della ghiandola.

Diagnosi

La valutazione della tiroide si basa in primo luogo sull’esame clinico del collo e sui dosaggi ormonali; l'ecografia è invece in grado di valutare morfologicamente la ghiandola, permettendo di  differenziare tra noduli solidi e noduli cistici, le dimensioni e la vascolarizzazione mediante ecocolorDoppler. In alcuni casi può essere prescritta la scintigrafia con captazione di un radioisotopo che permette di individuare noduli tiroidei “caldi” (ipercaptanti), o “freddi” (ipocaptanti). L’esame citologico (agoaspirato), effettuato mediante aspirazione dei noduli sotto guida ecografica, permette (in mani esperte) una diagnosi in oltre l’80 % dei casi; è una procedura di semplice esecuzione, poco invasiva e praticamente indolore, con lo scopo di ottenere materiale cellulare per una diagnosi citologica.
A seconda della tipologia di cellule da cui è composto, le neoplasie tiroidee possono suddividersi in:

  • Papillare: il più frequente (70-80%), soprattutto nella fascia di età 30-50 anni, : costituisce dal 5 al 15% di tutti i tumori della tiroide ed è più frequente negli anziani.
  • Follicolare : più aggressivo rispetto al papillare, ha comunque un decorso generalmente favorevole.
  • Midollare: rappresenta il 5-10%; colpisce prevalentemente dopo i 50 anni di età, nel 25% dei casi è familiare ed è associato ad altre patologie endocrine.

Anaplastico: è la forma più rara (1-5% dei casi) e la più pericolosa; colpisce prevalentemente le persone anziane, determina un veloce e doloroso ingrossamento della ghiandola, ed è difficile da trattare.

Trattamento

Il trattamento di scelta delle neoplasie tiroidee è rappresentato dalla chirurgia che prevede l'asportazione totale o parziale della ghiandola assieme ai linfonodi coinvolti.
La chirurgia può essere di tipo tradizionale che prevede una ampia incisione alla base del collo, oppure si avvale delle nuoive tecniche mininvasive. L'approccio mininvasivo è una tecnica che consente la rimozione di una parte della tiroide o di tutta la tiroide malata, attraverso una incisione molto piccola (2-6 cm) al collo,  sfruttando le pieghe naturali della pelle. La tecnica mininvasiva si avvale di due modalità equivalenti:

  • tiroidectomia mininvasiva diretta (MIT ) simile a un intervento tradizionale, ma che prevede un taglio molto più piccolo, abitualmente di meno di 6 cm.
  • tiroidectomia mininvasiva videoassistita (MIVAT) che comporta un’incisione di 1,5 - 2 cm e ripete tutti gli steps della chirurgia convenzionale; una telecamera rappresenta l'aiuto tecnico, che permette di avere una visione ingrandita di strutture importantissime e molto piccole come i nervi ricorrenti (nervi laringei inferiori) che permettono di parlare, e le paratiroidi, ghiandole che regolano il calcio nel sangue. La telecamera è posta in punta ad un endoscopio opportunamente inserito nell'incisione praticata e permette una visione ravvicinata sia delle strutture nervose che ghiandolari in modo da non interessarle durante la procedura chirurgica ed evitare complicanze.

Inoltre la degenza in questi interventi mininvasivi è ridotta a 24-48 ore; purtroppo non sempre si può adottare la procedura a minima invasione.
L'indicazione alla chirurgia mininvasiva si ha in presenza di:

  • un nodulo solitario benigno di dimensioni non superiori a 3 centimetri di diametro
  • una tiroide di volume totale non superiore a 30 mL (in casi particolari anche 50 mL)
  • nessun episodio di tiroidite (limitazione controversa)
  • nessuna precedente terapia radiante del collo

Tecnicamente, la chirurgia mininvasiva può essere proposta anche in presenza di tumori differenziati e in stadio precoce, cioè quando vi sia un nodulo solitario di dimensioni inferiori a 4 cm e confinato nella tiroide.
Si è dimostrata una tecnica chirurgica sicura ed efficace quanto quella tradizionale.