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Patologie

Tumore della cervice uterina (o collo dell’utero)

Insieme ad ovaie, tube di Falloppio, vagina e vulva, l’utero fa parte dell’apparato riproduttivo femminile. A livello anatomico è composto da due parti, una superiore più voluminosa e ampia, lunga circa 4 centimetri, chiamata corpo dell’utero, e una inferiore, più piccola e ristretta e collegata alla vagina, chiamata cervice uterina o collo dell’utero.
A sua volta composta da due porzioni, una vaginale (o “esocervice”) e una sopravaginale (o “endocervicale”), la cervice assolve diverse funzioni:

  • Collega cavità vaginale e corpo dell’utero
  • Permette di fissare la piccola pelvi e ancorare i genitali femminili
  • Produce un tappo mucoso che impedisce ai germi di salire in vagina
  • Durante le prime fasi della gravidanza impedisce all’embrione o al feto di fuoriuscire dall’utero causando aborto spontaneo

 

Quando le cellule che rivestono la cervice uterina vanno incontro a degenerazione maligna, si può formare un tumore della cervice uterina; a seconda delle cellule colpite questo tumore sarà:

  • Carcinoma a cellule squamose: è la forma più diffusa di questa malattia e interessa le cellule piatte che rivestono la superficie esterna della cervice;
  • Adenocarcinoma: è meno diffuso e interessa le cellule che ricoprono il canale cervicale.

Entrambe le forme di tumore della cervice hanno il vantaggio di essere prevenibili o comunque curabili efficacemente se diagnosticate in fasi precoci. Questo è reso possibile sia dalla natura della malattia, che ha un’evoluzione molto lenta caratterizzata dalla progressiva modificazione della mucosa che riveste il collo dell’utero, sia dalla diffusione di strumenti di screening (in particolare il pap test) che sono in grado di diagnosticare precocemente tale modificazione.

Cause

Tra le cause del tumore del collo dell’utero (o tumore della cervice uterina) la principale è l’infezione da papilloma virus (HPV) e in particolare dai ceppi 16 e 18. Questo virus infatti comprende oltre 100 varietà, 40 delle quali sono predisposte ad attecchire e proliferare nell’apparato genitale. Nella maggior parte dei casi l’esito dell’infezione è benigna, si manifesta con piccole eruzioni cutanee come le verruche e regredisce in modo spontaneo. In casi molto più rari l’infezione può invece evolvere in una forma tumorale. 
L’infezione da HPV si trasmette per via sessuale ed è difficilmente prevenibile in quanto nemmeno il preservativo ne impedisce la diffusione. Ad oggi l’unico strumento di prevenzione è rappresentato dal vaccino anti-HPV, disponibile in versione:

  • bivalente: protegge contro i ceppi 16 e 18, responsabili delle lesioni pretumorali;
  • quadrivalente: protegge contro i ceppi 16 e 18, ma anche contro i 6 e 18, che causano quasi il 90% delle verruche genitali (o condilomi).

Entrambi i vaccini sono altamente efficaci se somministrati prima del contagio da HPV, che generalmente avviene subito dopo l’inizio dell’attività sessuale. Le ragazze sono solitamente vaccinate tra gli 11 e i 12 anni.

 

Altri fattori di rischio nell’insorgenza del tumore del collo dell’utero sono:

  • fumo
  • dieta povera di frutta e verdura
  • famigliarità per la malattia
  • inizio precoce dell’attività sessuale ed elevata promiscuità
  • infezioni da clamidia
  • basse difese immunitarie 
  • uso prolungato e non supervisionato da un ginecologo dei contraccettivi per via orale.

Sintomi

Il tumore della cervice uterina è asintomatico nelle fasi iniziali. Successivamente si possono presentare:

  • Sanguinamento vaginale, dopo un rapporto sessuale, tra due cicli mestruali oppure in modo anomalo durante il ciclo
  • Aumento delle secrezioni vaginali
  • Dolore pelvico

Diagnosi

La diagnosi del tumore della cervice uterina avviene principalmente tramite pap-test, un esame citologico di screening che consente di individuare l’alterazione delle cellule uterine che precede l’insorgenza del tumore. Andrebbe eseguito ogni 2 anni a partire dai 25 anni d’età o dopo l’inizio dell’attività sessuale.
Se il pap-test dà esito positivo e viene evidenziata un’infezione da HPV, è possibile procedere con due accertamenti:

  • Ricerca del DNA virale da HPV: serve ad identificare il ceppo del batterio responsabile dell’infezione (non tutti i ceppi, infatti, possono portare al tumore) 
  • Colposcopia: consente di evidenziare le aree della cervice in cui si sospetta vi sia l’infezione ed eventualmente di effettuare una biopsia per una successiva analisi istologica. 

Accertata la presenza del tumore, si procede poi con Tac, risonanza magnetica o Pet, per determinare la stadiazione della malattia, che dipende dalla sua estensione.
 

Trattamento

Il trattamento previsto in caso di tumore della cervice dipende dallo stadio e quindi dall’estensione del tumore stesso. Le possibili opzioni sono: chirurgia, chemioterapia e radioterapia.
Nei casi in cui la malattia è agli stadi iniziali, e quindi circoscritta, si procede generalmente con l’asportazione chirurgica della zona interessata. Se invece il tumore è molto esteso e si è infiltrato negli strati più profondi della cervice può essere necessario asportare l’intero utero (isterectomia). Talvolta a questa asportazione è necessario associare quella di ovaie e tube di Falloppio. 
L’intervento può essere seguito da una o più sessioni di radioterapia, sia interna che esterna. Per rendere le cellule tumorali più sensibili alla radioterapia, talvolta le pazienti vengono sottoposte anche a chemioterapia. Questa opzione terapeutica è utile anche per il trattamento di tumori della cervice uterina in stadi avanzati con l’obiettivo di alleviare i sintomi e migliorare la qualità di vita.