Patologie

Sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile è una condizione cronica caratterizzata da fastidio o dolore addominale ricorrente, associato a diarrea o stipsi, meteorismo e distensione addominale. Si tratta di una condizione benigna, di cui non è nota la causa scatenante e la cui terapia, pertanto, si basa esclusivamente sul controllo dei sintomi.

Cause

Ad oggi non si conosce un’unica causa scatenante, tuttavia sono noti alcuni fattori di rischio di natura psicosociale e/o fisiologica che possono contribuire all’insorgenza della sindrome dell’intestino irritabile.

 

FATTORI PSICOSOCIALI

  • Stress
  • Disturbi d’ansia (depressione e disturbi di somatizzazione)
  • Disturbi del sonno

 

FATTORI FISIOLOGICI

  • Ipersensibilità viscerale: aumentata sensibilità alla distensione della parete addominale e conseguente aumentata percezione del dolore. 
  • Alterazioni della motilità intestinale: transito intestinale accelerato (diarrea) o rallentato (stipsi).
  • Fluttuazioni ormonali: nelle donne la sensibilità viscerale aumenta nel periodo delle mestruazioni. 
  • Assunzione di cibi trigger: cioccolato, caffè, tè, latte, bevande zuccherate
  • Infezioni intestinali

Sintomi

I sintomi della sindrome dell’intestino irritabile si manifestano in maniera ricorrente e ad intervalli irregolari.
I principali sono:

  • Dolore addominale continuo o crampiforme, correlato all’evacuazione 
  • Irregolarità intestinale (stipsi o diarrea)
  • Gonfiore addominale
  • Meteorismo

A questi talvolta si aggiungono sforzo alla defecazione, sensazione di urgenza o di incompleta evacuazione, emissione di muco.
Tra i sintomi extra-intestinali: facile affaticabilità, cefalea cronica, disturbi del sonno.

Diagnosi

La diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile è clinica, si basa sui sintomi riferiti dal paziente e viene formulata solo in assenza di altre cause organiche o patologiche che possano giustificarli. 
In presenza di segni d’allarme come età avanzata, perdita di peso, febbre, sangue nelle feci, anemia, è possibile che il medico prescriva ulteriori accertamenti quali: 

  • Esami del sangue, per indagare la presenza di celiachia
  • Esame parassitologico e colturale delle feci, per escludere infezioni intestinali
  • Breath test al lattosio
  • Colonscopia

Trattamento

La terapia per la sindrome dell’intestino irritabile ha lo scopo di alleviare i sintomi ed è adattata al singolo paziente sulla base della risposta individuale. 

  • Terapia dietetica: dieta Low FODMAP, basata sull’eliminazione dei cibi ad alto contenuto di particolari carboidrati, che sono assorbiti in modo incompleto nell’intestino e che inducono fermentazione e produzione di gas intestinale; eliminazione dei cibi trigger; aumento/riduzione dell’assunzione di fibre in base ai sintomi.
  • Terapia farmacologica: antispastici per il controllo del dolore addominale; lassativi o procinetici per stimolare il transito intestinale; antidiarroici; probiotici; ansiolitici o antidepressivi in presenza di fattori di rischio psicosociali.
Fondazione Poliambulanza Regione Lombardia Ministero della salute

Sindrome dell’intestino irritabile


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