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Neoplasia prostatica (Tumore della prostata)

Il tumore della prostata rappresenta la più frequente neoplasia nel sesso maschile. L’incidenza del cancro prostatico aumenta con l’età. Il picco di maggior incidenza è osservato nell’età compresa tra i 65 e i 74 anni; resta invece un tumore molto raro prima dei 45 anni. Il fattore primario di rischio per lo sviluppo del tumore della prostata è l’età; inoltre vi sono altri fattori importanti come la familiarità, la dieta (sembrano essere fattori protettivi un elevato apporto di vitamina E, di licopene e di acidi grassi omega-3), la razza (quella afroamericana è a maggior rischio di tumore) e lo stile di vita . La mortalità dovuta al cancro prostatico è in diminuzione, grazie anche alla prevenzione e alla terapia aggressiva, ed è stata calcolata pari a 28,5 casi per 100.000 abitanti ogni anno (la mortalità raggiunge però i 64 casi per 100.000 abitanti afro-americani ogni anno).

Il tumore della prostata è una malattia asintomatica nella maggior parte dei casi e la sua diagnosi è più frequentemente incidentale. Per tale motivo ha assunto ormai una certa rilevanza lo screening per neoplasia prostatica basato sulla misurazione del PSA (l’Antigene Prostatico Specifico, misurato nel sangue) e sull’esplorazione rettale.

Il valore del PSA va quindi interpretato individualmente sulla base della storia clinica e familiare dell’individuo, non esistendo un reale valore di “normalità”. Un valore elevato di PSA non è tuttavia sufficiente alla diagnosi di neoplasia prostatica in quanto esistono molteplici condizioni diverse dal tumore che causano un’alterazione del PSA; per tale ragione è necessario sottoporsi ad esami diagnostici più invasivi, il principale dei quali è la biopsia prostatica trans-rettale sotto guida ecografica.

I trattamenti attualmente disponibili per il tumore della prostata sono molteplici e la scelta terapeutica si basa sulle caratteristiche del paziente e della malattia stessa. Tra le differenti opzioni terapeutiche vi sono: l’osservazione in assenza di trattamento (“ watchful waiting”), la chirurgia (“a cielo aperto” o laparoscopica ), la radioterapia, la terapia ormonale, la chemioterapia o una combinazione di queste.

Il trattamento standard per la neoplasia prostatica, nel paziente con un’aspettativa di vita superiore ai 10 anni, è l’intervento chirurgico, che consiste nell’asportazione completa della prostata, delle vescicole seminali ed eventualmente dei linfonodi loco-regionali. L’obiettivo dell’intervento chirurgico è l’eradicazione completa della malattia, preservando il più possibile la continenza urinaria e la funzione erettile. Le moderne tecniche di chirurgia nerve-sparing, con preservazione dei nervi deputati all’erezione, permettono infatti il recupero sia della continenza urinaria e sia della funzione erettile per la maggior parte dei pazienti. La radioterapia, resta una valida alternativa terapeutica nei pazienti non candidabili ad intervento chirurgico, con ottime percentuali di guarigione per stadi di malattia non avanzati

Presso la nostra U.O. eseguiamo interventi chirurgici per la patologia neoplastica prostatica quali:

  • Prostatectomia radicale con accesso videolaparoscopico
  • Prostatectomia radicale con accesso chirurgico standard open (in caso di necessità di linfoadenectomia)

Dispositivo anti-incontinenza ARGUS

Ambulatorio andrologico