Ospedale, luogo di cura e di cultura. Gli appuntamenti del 2024

Ospedale, luogo di cura e di cultura. Gli appuntamenti del 2024

lunedì 12 febbraio 2024

Continua l’impegno di Poliambulanza nell’offrire ambienti di cura anche come luoghi di cultura e relazione riconoscendo le attività culturali e creative come fattore di promozione del benessere individuale e della coesione sociale. Ed è così che nascono “I giovedì dei libri in Poliambulanza”: incontri settimanali organizzati presso la Sala Convegni della Fondazione per dare spazio ad autori e intellettuali che, attraverso la presentazione del proprio libro, danno vita a momenti di incontro e condivisione aperti al pubblico.


 

GIOVEDÌ 22 FEBBRAIO 2024

L’ospite dell’evento di giovedì 22 febbraio 2024 è Marco Trabucchi che a partire dalle ore 18:00 presenterà il suo libro "Le parole che non ti aspetti. Il lento svanire della mente: la demenza fra dimensione biologica, clinica, sociale e spirituale" (Il Mulino). Modera l'incontro il prof. Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza. Durante la presentazione interverranno il dr. Renzo Rozzini, responsabile dell’U.O. di Geriatria, e il dr. Eugenio Magni, responsabile dell’U.O. di Neurologia.

Sono tanti i libri sulle demenze, rappresentati da parole che sempre si rincorrono: malattia, memoria, anziani, degenerazione, dimenticanza, assistenza, confusione ecc.
Questo libro usa parole diverse, inusuali, per rappresentare la sfida di questa malattia per i nostri tempi: benessere, confini, diritti, discriminazione, dolore, doveri, farmaci, ospedale, reti, servizi, rischio, solitudine, sostenibilità.
Rappresenta in questo modo l’approccio culturale che Fondazione Maratona Alzheimer vuole avere sulla malattia, considerandone tutte le dimensioni: biologica, spirituale, sociale. Quando infatti ad ammalarsi è l’organo della mente, e ciò che viene meno è la consapevolezza di sé e la capacità di interazione sociale, è necessario parlare della malattia non solo in termini clinici e biologici, ma ripensando ai fondamenti della natura umana. A questo vanno aggiunti valori quali solidarietà, empatia, compassione, assieme al dovere di rappresentare e proteggere le fragilità.



GIOVEDÌ 25 GENNAIO 2024
L’ospite dell’evento di giovedì 25 gennaio 2024 è Vittorio Borsari che a partire dalle ore 18:00 presenterà il docufilm "Come qualcosa messo lì proprio per inciamparsi”. Un progetto Chronos3 di Manuel Renga con la regia di Manuel Renga e Vittorio Borsari. Durante l'incontro interverrà anche il prof. Rolando Anni dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Per celebrare la giornata della memoria la compagnia CHRONOS3 propone uno spettacolo che racconta le pietre d’inciampo della provincia di Brescia e di Mantova. Un modo per mettere in rapporto il nostro territorio con la grande storia del ‘900.
n video spettacolo che unisce alcune storie di uomini e donne italiani, bresciani, raccontate da semplici pietre d’inciampo ad altre storie europee.
Da un piccolo sanpietrino scaturisce la grande storia di una persona comune, da un particolare della sua vita scaturisce la grande storia di un’altra persona comune, magari dall’altra parte del mondo.
Una rete di memorie, legate tra di loro solo dalla follia umana di quel periodo.



GIOVEDÌ 11 GENNAIO 2024
L’ospite dell’evento di giovedì 11 gennaio 2024 è Emmanuel Exitu che a partire dalle ore 18:00 presenterà il suo libro "Di cosa è fatta la speranza” (Bompiani). Introduce l'incontro il dr. Luca Luzzani, responsabile dell’U.S. di Chirurgia Endovascolare, modera il giornalista Marco Sampognaro.

 

Cicely comincia a fare una cosa a cui dedicherà la vita intera: annotare i tentativi e i fallimenti, le intuizioni, le buone pratiche che consentono di lenire la sofferenza di chi non è più guaribile. E quando capisce che il suo diploma di infermiera non basta più, si laurea in Medicina e, nel 1967, riesce ad aprire il primo moderno hospice: non un posto dove si va a morire, ma dove si può vivere fino all’ultimo istante con dignità. Emmanuel Exitu si ispira alla storia di Cicely Saunders – le cui procedure sono tutt’oggi considerate dall’OMS il punto di riferimento per migliorare la qualità della vita dei malati terminali – per scrivere un romanzo luminoso, che racconta il misterioso abbraccio tra il dolore e la speranza e ci riguarda tutti. La storia di questa donna dalla caparbietà visionaria ci dice che la sofferenza si sconfigge prima di tutto con un farmaco di cui tutti possiamo disporre, l’empatia, e che la speranza è, come scriveva Emily Dickinson, “quella cosa piumata / che si viene a posare sull’anima” e può illuminarci fino all’ultimo nostro respiro.