Ecografie

L’ecografia è un esame diagnostico semplice ed indolore, effettuato con un’apparecchiatura ad ultrasuoni costituita da una sonda, chiamata ecografo, collegata ad uno schermo: la sonda viene posta sulla superficie del corpo o al suo interno, a seconda del tipo di ecografia che si sta effettuando, e consente di riprodurre su un video le immagini dei nostri organi interni e di valutarne lo stato di salute.
Le onde sonore utilizzate per effettuare l’ecografia sono del tutto innocue (a differenza delle radiazioni presenti quando, ad esempio, ci si sottopone ad una radiografia od una TAC) e ciò è il motivo per cui questo esame può essere effettuato senza rischi anche nella donna in gravidanza.


Secondo le Linee Guida della Società Italiana di ecografia ostetrica e ginecologica, sono raccomandate 3 ecografie in gravidanza ossia nel primo, secondo e terzo trimestre: in questo modo è possibile osservare l’accrescimento e lo stato di benessere del feto durante tutto il periodo dei 9 mesi di gestazione, tuttavia le recenti disposizioni nazionali (LEA 2017) prevedono l’esecuzione gratuita di 2 ecografie in gravidanza se non vi sono complicanze, con la terza (terzo trimestre) offerta alle donne per le quali il medico identifichi una patologia materna o fetale per cui sia opportuno eseguire un esame ecografico supplementare.
In alcuni casi possono infine essere effettuate ecografie speciali come ad esempio un’ecocardiografia fetale o un’ecografia con studio doppler per valutare difetti cardiaci o della circolazione sanguigna.

Ecografia Ostetrica di II° livello

L’ecografia di II livello è un’ecografia dettagliata che si esegue a 20-22 settimane di gestazione, mirata all'individuazione di eventuali malformazioni. La strumentazione utilizzata è di elevata tecnologia con sonde dedicate. Gli operatori dell'ecografie di II Livello sono Medici specialisti Ginecologi, che nel corso della loro formazione professionale hanno acquisito un’esperienza specifica sulla fisiopatologia delle varie malformazioni fetali e sulla loro identificazione ecografica. Durante l’ecografia si esaminano le diverse parti del corpo fetale, si misura la crescita fetale, si valuta la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta.
Il protocollo degli esami di secondo livello prevede un esame completo della morfologia del feto che comprende il riscontro di tutti i dettagli anatomici attualmente indagabili per mezzo dell'ecografia


Se si riscontra un’anomalia dell’anatomia fetale, all’esame ecografico segue una valutazione della diagnosi differenziale e della prognosi e quindi della gestione della patologia fetale.
Le indicazioni più frequenti all’esecuzione di ecografie di II livello sono:    

  • Sospetto o presenza di malformazione 
  • Gravidanza a rischio per malformazione (pregresso figlio nato con malformazione) 
  • Controllo dell'accrescimento fetale, se c'è un sospetto di un difetto o di un eccesso di crescita: sospetto IUGR o ritardo di crescita intra-uterino 
  • Sospetto oligoidramnios ovvero riduzione del liquido amniotico 
  • Sospetto polidramnios ovvero eccesso di liquido amniotico 
  • Gravidanza multipla 
  • Cromosomopatie 
  • Infezione in gravidanza 
  • Diabete materno preconcezionale 
  • Ipertensione materna 
  • PROM precoce 
  • Assunzione di farmaci teratogeni in gravidanza 
  • Aumento alfa-fetoproteina 
  • Riscontro di soft markers

Ecografia con Dopplerflussimetria

All'esame morfologico fetale può essere associato lo studio della velocimetria Doppler dei principali vasi feto-placentari. La velocimetria Doppler è una metodica diagnostica non invasiva, che attraverso la visualizzazione ecografica di alcuni vasi sanguigni materni e fetali, consente lo studio del flusso ematico al loro interno. I vasi più studiati sono l'arteria ombelicale e le arterie uterine. Tale metodica è da considerarsi una metodica di secondo livello, da riservarsi pertanto a casi selezionati di patologia materna o fetale. Lo studio Doppler velocimetrico andrebbe effettuato nelle gravidanze complicate da un rallentamento della crescita fetale, da ipertensione, nelle gravidanze a rischio di sviluppare una di queste patologie, nei casi di sospetta anemia fetale.

Ecocardiografia Fetale

Le cardiopatie congenite sono le anomalie più frequenti alla nascita e rappresentano la causa del 25% della mortalità perinatale e del 50% della mortalità infantile dovuta a malformazioni congenite. La loro incidenza nella popolazione senza fattori di rischio varia da 2 ad 8 per mille nati. Nelle gravide che hanno fattori di rischio l'incidenza aumenta di ben dieci volte. Appare quindi evidente che lo studio accurato del cuore fetale sia estremamente importante, anche se allo stesso tempo il cuore fetale è l'organo che risulta più difficile da studiare.


L'ecocardiografia fetale è un esame che ha come finalità il controllo sequenziale dell'anatomia cardiaca allo scopo di evidenziare, o escludere, la presenza di una cardiopatia congenita. L'esame è certamente indicato quando all'ecografia morfologica sorgono dei sospetti sull'anatomia e sulla funzionalità cardiaca, ed è da prescrivere nei casi in cui esista un rischio maggiore


L'ecocardiografia fetale deve essere eseguita da operatori specificamente addestrati, con ecografi di alte prestazioni, utilizzando sonde ad alta frequenza, in grado di consentire lo studio anche con il doppler pulsato e colore.

L'epoca di esecuzione migliore è dalle 20 settimane in avanti, anche se con i migliori ecografi è oggi possibile, in alcuni casi, iniziare lo studio più precocemente. L'esame prevede l'osservazione dell'anatomia fetale in bidimensionale, e quindi l'osservazione delle stesse sezioni con il Doppler colore e pulsato.

 

Le cardiopatia vanno attivamente ricercate proponendo una ecocardiografia fetale ad alcune categorie a rischio

  • madri con precedenti feti affetti da cardiopatia congenita; 
  • madri (o padri ) affetti da cardiopatia congenita; 
  • feti affetti da malformazioni extracardiache o cromosomiche; 
  • madri portatrici di patologie sistemiche con potenziali effetti sul cuore fetale (per es diabete o Lupus); 
  • madri che hanno assunto farmaci potenzialmente teratogeni in gravidanza.