Cure Mediche

Colangiopancreatografia retrograda endoscopica

Cos’è la colangiopancreatografia retrograda endoscopica?
La colangiopancreatografia retrograda endoscopica è una procedura diagnostico-interventistica che serve a verificare cosa ostruisce le vie biliari ed eventualmente eliminare tale ostacolo.

 

A cosa serve la colangiopancreatografia retrograda endoscopica?
Le vie biliari, che fanno parte dell’apparato digerente, hanno il compito di drenare la bile prodotta dal fegato per la digestione dei grassi, fino all’intestino tenue. In alcuni casi si possono verificare ostruzioni delle vie biliari che impediscono alla bile di arrivare a contatto con cibo nell’intestino e che, se non trattate in tempo, possono portare a malattie talvolta letali del fegato.
Le cause più comuni di ostruzione sono:

  1. i calcoli biliari, piccoli “sassolini” che si formano all’interno della cistifellea, organo che immagazzina la bile prodotta dal fegato per poi rilasciarla durante la digestione, e che ostruiscono i dotti biliari;
  2. le neoplasie del pancreas che ingrossandosi comprime il dotto biliare dall’esterno impedendo il passaggio della bile;
  3. il colangiocarcinoma, tumore primitivo del fegato che ha origine dai dotti biliari adibiti al trasporto della bile;

Tali ostruzioni si manifestano con sintomi come urine scure, feci molto chiare, vomito, nausea, febbre, dolore alla parte superiore dello stomaco, ittero, perdita di peso. Richiedono un rapido intervento con indagini diagnostiche e terapeutiche per verificare e risolvere l’ostruzione biliare. La più comune di queste è la colangiopancreatografia retrograda endoscopica.

 

Come si svolge la colangiopancreatografia retrograda endoscopica?
Il paziente che deve effettuare colangiopancreatografia retrograda endoscopica viene sottoposto per prima cosa ad anestesia faringea e sedazione. 
In una prima fase la procedura, che è simile alla gastroscopia, ha finalità diagnostica: mira ad individuare il motivo dell’ostruzione biliare. Il medico introduce l’endoscopio nella bocca del paziente fino alla porzione di intestino situata dopo lo stomaco, il duodeno. Giunto di fronte alla papilla di Vater (confluenza dei condotti del fegato per la bile e del pancreas) fa passare dal canale operatore dell’endoscopio un sottile catetere, la cui punta viene introdotta nelle vie biliari e/o nel dotto pancreatico, per iniettare del mezzo di contrasto radio-opaco (MC) utile a vedere con maggior chiarezza le vie biliari.
A questo punto, gli specialisti decidono se procedere con la rimozione dell’ostruzione delle vie biliari.

 

Le possibili manovre terapeutiche sono: 

  • Pre-cut e papillosfinterotomia: taglio della papilla con utilizzo di apposito presidio con passaggio di corrente
  • Estrazione di calcoli dalla via biliare e/o pancreatica: vengono utilizzati appositi strumenti (sonde a palloncino, cestello, cestello trituratore di calcolo)
  • Drenaggio nasobiliare e/o nasopancreatico: introduzione nella via biliare o pancreatica di apposito catetere che verrà fatto fuoriuscire dal naso e mantenuto in sede per alcuni giorni.
  • Dilatazione di stenosi: introduzione di dilatatori meccanici o pneumatici su filo guida nella via biliare e/o pancreatica
  • Introduzione di protesi biliari e/o pancreatiche: vengono utilizzate protesi di materiale plastico o metallico autoespandibili

La procedura ha una durata di circa 60 minuti e richiede il digiuno.

Fondazione Poliambulanza Regione Lombardia Ministero della salute

Colangiopancreatografia retrograda endoscopica


Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero | Brescia, via Bissolati, 57- Tel. +39 030-35151 P.iva 02663120984, N.REA BS468431

Tutte le informazioni contenute nel sito sono da ritenersi esclusivamente informative.

La Fondazione Poliambulanza - Istituto Ospedaliero non si assume la responsabilità per danni a terzi derivanti dall'uso improprio o illegale delle informazioni riportate o da errori relativi al loro contenuto.


Privacy | Cookie policy | Credits