Cure Mediche

Chirurgia della mammella: Oncoplastica Con Protesi mammarie Oncoplastica Lipofilling

Oncoplastica: ricostruzione e rimodellamento della mammella post intervento di mastectomia
La ricostruzione del seno dopo un intervento di mastectomia è considerato parte integrante del percorso di cura, tanto da venir previsto e rimborsato dai Servizio Sanitario Nazionale.
Grazie al miglioramento continuo delle tecniche chirurgiche usate per rimuovere i tumori, oggi gli interventi di oncoplastica sono orientati ad ottenere i migliori risultati estetici possibili, conservativi o ricostruttivi.
In taluni casi la ricostruzione della mammella può avvenire contestualmente all’intervento chirurgico di asportazione della massa tumorale, rappresentando questo il caso più favorevole al sostegno psicologico della paziente, poiché attenua sensibilmente il senso di amputazione e di menomazione collegato all’intervento. Questo è il caso definito di ricostruzione immediata.
In taluni casi, per ragioni terapeutiche, la ricostruzione sarà differita ovvero verrà posticipata ad una fase successiva all’intervento di mastectomia.  
In Fondazione Poliambulanza le pazienti affette da tumore alla mammella troveranno un centro di eccellenza per ciò che concerne il percorso senologico. Una paziente con diagnosi di tumore alla mammella viene immediatamente inserita nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale della Breast Unit, che con un approccio multispecialistico adotterà, in maniera estremamente tempestiva, le terapie più mirate per il singolo caso, dove ogni scelta è il frutto di una valutazione collegiale che comprende medici chirurghi senologi e plastici, radioterapisti e oncologi, infermiere specializzate e psicologi.
Oggi infatti si applica il principio della medicina personalizzata negli interventi di ricostruzione o rimodellamento della mammella concomitanti o successivi a una mastectomia. Il dottor Stefano Mutti opera da oltre vent’anni con il primario obiettivo di estirpare il tumore in modo risolutivo, collaborando con il dottor Stringhini, chirurgo plastico, il quale si occupa, contestualmente di restituire alla donna un aspetto il più naturale possibile applicando le più moderne tecniche di ricostruzione.

 

Ricostruzione immediata con protesi 

Tradizionalmente la ricostruzione mammaria dopo un intervento di mastectomia mediante impianto definitivo di protesi viene preceduto dalla collocazione di un dispositivo chiamato espansore, posto sotto il muscolo pettorale. L'espansore è un palloncino che viene progressivamente gonfiato con soluzione fisiologica allo scopo di distendere i tessuti e facilitare il successivo posizionamento della protesi vera e propria.
Le protesi mammarie attualmente disponibili vengono utilizzate indifferentemente per la chirurgia ricostruttiva post mastectomia che in chirurgia estetica pura. In tutte l’involucro esterno, in silicone, contiene silicone gel. Sono molto sicure, essendo stati smentiti i timori che potessero provocare reazioni autoimmuni o addirittura favorire lo sviluppo di tumori. 
Nel caso della ricostruzione immediata della mammella che ha subito una mastectomia esiste anche la possibilità di inserire delle reti protesiche di titanio o di tessuto biologico come la matrice dermica acellulare (ADM) che permettono una ricostruzione immediata e definitiva del seno, in grado di soddisfare le diverse esigenze estetiche legate alle specifiche caratteristiche fisiche della paziente, evitando un intervento chirurgico intermedio per il posizionamento di un espansore cutaneo. L'ADM è costituita da derma fetale bovino acellulare e viene utilizzata per ricreare una tasca che ospiti la protesi. Tale patch costituisce una valida barriera tra la protesi e la cute sovrastante e si integra naturalmente alla cute sovrastante, aumentandone spessore e trofismo, grazie anche alla presenza di proprietà rigenerative. I vantaggi sono costituiti da: possibilità di posizionamento immediato della protesi, semplice modellamento della tasca, rapidità di esecuzione, assenza di cicatrici in altre aree donatrici. La ricostruzione mammaria immediata, infine, non presenta un maggior rischio di ripresa locale o sistemica di malattia, bensì permette alle donne mastectomizzate di riconoscersi subito nella propria immagine corporea, riducendo il forte impatto psicologico che inevitabilmente comporta questo intervento di amputazione.
 

Sostituzione di protesi mammaria in silicone
Le protesi hanno un involucro esterno in silicone e un contenuto in silicone gel o soluzione fisiologica e possono garantire alle pazienti la massima serenità, poiché sono stati nel tempo smentite i timori di una loro limitata sicurezza poiché non è mai stato provato che aumentino il rischio di malattie autoimmuni o di cancro. Può invece capitare dopo 10-15 anni una rottura spontanea. Per questo è importante che in occasione del loro controllo annuale le pazienti vengano sottoposte anche a un'ecografia o a una risonanza magnetica che verifichino le condizioni della protesi. Non appena si osservano segni di usura la protesi può essere sostituita in anestesia locale, in regime di day-hospital, senza che sia necessario un ricovero.

 

Oncoplastica rimodellante mediante lipofilling
Nell'ambito della chirurgia oncoplastica esistono tecniche di rimodellamento ghiandolare senza ricorso alle protesi: una di queste è il Lipofilling.
L’intervento di lipofilling consiste nel prelevare dal sottocute dell’addome o dai fianchi della paziente, mediante la tecnica di liposuzione con cannule molto sottili, il tessuto adiposo autologo, ovvero il grasso della stessa paziente che, dopo un particolare trattamento di centrifugazione, destinato a concentrare le cellule adipose staminali,  viene inoculato nella zona mammaria svuotata dalla mastectomia o dalla quadrantectomia.
Il tessuto adiposo prelevato dalla paziente e inoculato nella sua mammella contiene cellule staminali multipotenti (AMSC = Adipose Mesenchymal Stem Cells), analoghe alle staminali estratte dal midollo osseo per ciò che concerne le loro potenzialità rigenerative; ciò che avviene dopo l’autotrapianto è una proliferazione spontanea delle cellule staminali AMSC che moltiplicandosi andranno a “riempiere” le aree svuotate dall’intervento ove state inoculate.

 

Ricostruzione del capezzolo
Laddove possibile anche in caso di mastectomia totale si può risparmiare la cute ed il capezzolo dall’intervento di asportazione chirurgica.
Rilevazioni statistiche indicano in una percentuale relativamente contenuta i casi in cui il capezzolo e la cute risultano invasa da cellule tumorali. Preservare il capezzolo e la cute rappresenta un grande aiuto psicologico per la donna operata anche se nella maggior parte dei casi la sensibilità è compromessa, pur conservando la capacità erettile del capezzolo. Da un punto di vista estetico il seno operato risulta molto simile a uno sano.
Le tecniche chirurgiche denominate “skin sparing e nipple-areola sparing”  (letteralmente “risparmio della cute e del capezzolo” ), indicano un insieme soluzioni che consentono l’asportazione della ghiandola mammaria con la conservazione della cute e dell’areola, allo scopo di effettuare una ricostruzione immediata del seno mediante l'inserimento della protesi definitiva senza l'uso di espansori intermedi.
Durante l’intervento viene effettuato un esame istologico estemporaneo su almeno 1 centimetro di tessuto localizzato sotto l’areola. In caso l’esito fosse negativo, ovvero non si riscontrasse la presenza di cellule tumorali, il chirurgo potrà decidere di non asportare l’areola e il capezzolo, garantendo un risultato esteticamente migliore. Questo tipo di intervento può essere proposto nelle mastectomie profilattiche in pazienti portatrici di mutazioni genetiche (per esempio, BRCA 1 e 2). 
 

Patologie che possono essere trattate con questa tecnica

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